Perchè ho scelto il lavoro da remoto.

Ci sono mattine in cui mi sveglio e lo sento subito: questa vita non fa per me.

11 giugno 2026 · 1 minuto di lettura

Ci sono mattine in cui mi sveglio e lo sento subito: questa vita non fa per me. Me lo urla l’anima, e me lo urla il corpo. Mi sembra di stare dentro una gabbia, in uno spazio che non è il mio.

C'è una domanda che mi faccio spesso: l'ultimo giorno della mia vita, sarò davvero contenta della vita che ho vissuto?

Me la pongo di continuo, perché intorno a me vedo tante persone che seguono un percorso semplicemente “perché così è”. Senza chiederselo mai. E io così non riesco a vivere.

Forse perché mi sono sempre sentita un po’ dannata, fin da piccola. Mi imponevano una serie di cose, uno standard, senza mai guardare davvero chi fossi, quale fosse la mia natura. E quel non essere vista, quel dover entrare in una forma che non era la mia, me lo porto dentro ancora oggi.

Non voglio finire così.

Mi capita spesso di guardarmi intorno e vedere adulti frustrati, che si sono dimenticati cosa sono i sogni. Persone che hanno perso il loro bambino interiore, che per un’idea di società mai scelta sono diventate schiave del lavoro e dei soldi. Gente che si perde perfino la crescita dei propri figli, per lavorare. E io penso: non voglio finire così.

Un giorno voglio diventare mamma. Voglio esserci davvero, e vedere i miei figli crescere accanto al loro papà. Voglio una vita vicina alla natura, fatta di mare e di montagna, di albe e tramonti, di curiosità e di scoperta. Voglio muovermi, conoscere, amare. Non voglio dimenticare la mia vera natura, la mia essenza.

❦

Un'altra strada.

È per questo che ho deciso che il lavoro fisso non è ciò che desidero. Ho scelto di provare un’altra strada: il lavoro da remoto, la libertà di decidere dove e come vivere. Non perché sia facile, ma perché l’alternativa — restare ferma in qualcosa che mi spegne — mi fa più paura di tutto.

E sì, ho paura anche di questo. Paura di non farcela, di non essere abbastanza, di mollare a metà strada. La paura non è sparita: cammina con me. Ma ho capito una cosa — il coraggio non è non avere paura, è muoversi lo stesso.

“Il coraggio non è non avere paura, è muoversi lo stesso.”

Questo spazio, The Roots in Motion, nasce proprio da qui. Dall’idea che si possa avere radici e, insieme, restare in movimento. Essere legati a chi siamo e da dove veniamo, senza rimanere fermi.

Parto da qui. Un passo per volta.

The Roots in Motion nasce da qui.

The Roots in Motion ❦